1. Galleria Cittadina "Fonticus" i info
2. Collezione araldica
3. Le porte della Città
4. la logia cittadina
5. Sala concerti - Kaštel
6. Chiesa dei S. Vito, Modesto e Crescienza
7. Chiessetta dei SS. Cosimo,
Damiano ( Affresci: I.Lovrenčić)
8. CCI Gioventù Musicale
(sede)
Studio/galleria riconoscuta dall, Associazione artistica croata:
9. Galleria Jedan plus (Rajković)
10. Galleria MM (Maleković)
11. Studio Porton (Zelenko)
12. Galleria Lipa (Pavlinc)
13. Galleria Amato (Lovnički)
14. Galleria Gever & Vagan (Pavlović)
15. Galleria "Sol et Luna(Bingham)
16. Galleria "Il punto" (Matei)
17. Galleria "La Giara" (Ivanković)
18. Galleria LG (Golik)
19. Galleria "Veli Jože" (Jugovac)
20. Galleria Togy (Tođeraš)
21. Studio Borkovsky
Studio/galleria :
22. Galleria "Tossa"
23. Galleria "Grisa"
24. Galleria "Pharos"
25. Galleria "La perla"
26. Galleria "Luna"
27. Galleria "Roseta" (Javeršek)
28. Galleria Z" (Zelenko)
29. Galleria Kamenko (Horvat)
30. Studio B 73
31. Stara kovačnica
32. Galleria "ArtCell" (Mirko)
33. Galleria Ca'A&S
34. Galleria Gaia
35. Galleria Gasspar
36. Galleria L'angolo
37. Galleria Lavanda
38. Atelier Sigma (Janušić)
39. Atelier Siparis (Pirinat)
40. Galleria Olea (Hausner)
41. Galleria "In vitro veritas" (Altin)
42. Atelier "GB" (Garlandi)
43. Galleria "Ars medica"
44. Accademia cinematografica
immaginaria
45. Comunità degli italiani
46. Negozio alimetari e varie
47. Vendita frutta e verdura
48. Offerta prodotti ecologici Černac
49. Ristorante"Bastia"
50. Osteria Pintur - Sobe
51. Caffe bar "Vero"
52. Enoteca Zigante tartufi
53. Ufficio postale
54. Ufficio del Comune di Grisignana
55. Ente Comunale per il turismo
56. Centro culturale polivalente della R.I.
57. Associazione cacatoriSrnjak
58. Ufficio parrocchiale
59. Cimitero e chieseta dei SS
Spirito e Nicola
Opere figurative :I.Rendić;
P. Černe; I.S.Čopić
60. ApartamentiČernac
61. ApartamentiKušće Bruno
62. Apartamento Pucer
63.Sobe Svalina
64.Studio APP "Olea"
Famiglia Armani Dešković Mirosav
65.Energoplan Golf d.o.o.
66. Punto panoramico
FONTICUS galleria cittadina
52429 GROŽNJAN - GRISIGNANA
Trg lođe 3
Tel: 052 / 776 131, 776 349
Programa:
Eugen Vodopivec Borkovsky
tel: 052/ 776 357,
mob: 091 / 252 33 72
e-mail:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Di piu' : www.gallery-fonticus-groznjan.net/
Qualche anno fa, la galleria cittadina FONTICUS, e stata delineata come ambiente professionale per le esposizioni. La galleria ha un suo direttore ed un consiglio artistico. Il programma della galleria promuove la produzione artistica recente degli autori locali e stranieri. I due piani della galleria sono in grado di ospitare due mostre personali oppure una grande.
Collezione araldica Grisignana
Trg lođe 3
52429 GROŽNJAN
Tel: 052 / 776 131, 776 349
L'esposizione comprende gran parte degli stemmi araldici istriani. Accanto a questi, ve ne sono alcuni che provengono dalle rimanenti parti della Croazia ed altri ancora, che sono tedeschi e sloveni. Con la Collezione araldica Grisignana, si intende sottolineare la ricca tradizione urbana dell'Istria e della Croazia in contrapposizione al quadro etnografico, che si sta tentando d'imporre in maniera agressiva. La collezione e stata aperta alla meta del 2000, in qualita di mostra permanente. Il Comune di Grisignana, che ne e il fondatore, e anche proprietario del corredo espositivo e di quei reperti, che sono stati precedentemente riprodotti.
Il microcosmo architettonico di Grisignana è tipico della località per quanto riguarda lo stile e la funzionalità. È possibile suddividerlo nella parte pubblica e in quella sacrale. La parte pubblica dell’architettura grisignanese si riferisce alle istituzioni delle autorità, ai bisogni pubblici e alle strutture militari-difensive. Della tipica architettura medievale si distingue la loggia cittadina con le sue quattro arcate in stile rinascimentale. Al di sopra di essa sorge il fondaco cittadino usato come granaio per cereali, in cui opera oggi la Galleria civica d’arte. L’intero edificio si distingue per la sua grandiosità. Proprio accanto alla porta d’entrata sorge la torre civica decorata con stemmi di vari nobili e rettori grisignanesi del periodo veneziano.

Possiede un grande valore architettonico anche l’edificio della cittadella nella quale era situata la sede dei sindaci cittadini e dei Capitani del Pasenatico.
Durante la propria storia vedrà quattro ristrutturazioni - nel 1588, 1726, negli anni ‘70 del secolo scorso e nel 2002. In base alla rilevanza possiamo ancora individuare il complesso architettonico Corva-Spinotti-Morteani in stile barocco-classicistico costruito nel 1681. Il complesso non perseguita la dominazione territoriale, e si inserisce quindi completamente nel quadro spaziale esistente. Se escludiamo i balconi rimossi nella seconda metà del XIX secolo, il complesso si distingue per la sua funzionalità senza dettagli costruttivi e stilistici speciali. Nel cortile è situato il serbatoio con un pozzo del 1782
Sin dalla fondazione della cittadella di GRISIGNANA, le mura cittadine erano molto significative in termini difensivi e militari, diventando un’unità architettonica unica.
Per quanto riguarda il centro storico, va nominato il palazzo rinascimentale Corner del 1567 il cui primo piano è realizzato instile gotico. Bisogna nominare anche lo scriptorium, con decorazioni barocche del 1492 e la vecchia officina del fabbro del 1406. GRISIGNANA e la sua zona sono ricche di patrimonio architettonico sacrale. Per quanto riguarda Grisignana, vengono nominate le chiese di S. Rocco e S. Martino, che esistevano già nel XIV secolo, ma non sono state conservate. Nel 1310 viene menzionata per la prima volta la cattedrale. Essa era originariamente dedicata alla Vergine Maria, e più tardi ai SS. Vito, Modesto e Crescenzia.

Questa chiesa ad una navata ed abside fu ricostruita nel 1770 in stile barocco cosicché sulla facciata principale si distinguono quattro mezze colonne con capitelli. La chiesa è stata ricostruita altre due volte – nel 1890 e nel 1965. Essa ospita l’organo del Girardi del 1846, e il motivo centrale dell’altare raffigurante il martirio del 303 dei Ss. Vito, Modesto e Crescenzia nel Colosseo di Roma è stato dipinto dal pittore Ermenegildo de Troya nel 1914.
Accanto all’altare principale sono situati banchi del coro dell’epoca rinascimentale – un esempio d’arte ispirata alla tradizione popolare. Oltre l’altare principale, vi sorgono qui quattro altari più piccoli, dedicati alla Vergine Maria della Misericordia (opera di Enzo Morelli), al Cuore di Gesù, a S. Biagio, S. Sebastiano, S. Rocco e S. Valentino (motivo pittorico del 1766, opera di Travi), S. Michele, S. Antonio Abate e S. Antonio da Padova. Va detto che l’altare dedicato a S. Biagio possiede una speciale santificazione di indulgenza perpetua ottenuta mediante speciale sentenza papale del 1801. Papa Pio VII, che con la sua fregata Bellona aveva trovato rifugio a Val di Torre nel 1800, promuove con questa sentenza anche i sacerdoti e cappellani grisignanesi.
Vicino alla chiesa parrocchiale sorge il campanile alto 36 metri, costruito tra il 1603 e il 1682. Fuori dalle mura sorge la chiesetta dei SS. Cosma e Damiano del 1554, le cui decorazioni delle pareti interne in stile modernistico furono eseguite dal pittore Ivan Lovrenčić. I lavori durarono dal 1988 al 1989. Si trovano a Grisignana anche i seguenti edifici religiosi - la chiesetta di s. Nicolò presso il cimitero cittadino e, non lontana, sorge la chiesetta dello S. Spirito del 1598. Essa fu restaurata ben due volte - nel 1790 e nel 1925. Non lontana da Grisignana si trova la chiesetta di S. Vito con il suo cimitero. Intorno alla zona della parrocchia di Grisignana troviamo le chiese di S. Floriano, S. Giovanni Battista, S. Antonio e della Beata Vergine della Bastia.
Claudio Stocovaz

La storia di Grisignana incomincia come sede di un castelliere preistorico, proprio come uno di quelli che si trovava nella zona circostante come ad esempio Santa Croce, più tardi Bercenigla presso Piemonte d’Istria e Gomilla presso Sterna. GRISIGNANA diventa più tardi fortezza romana intorno alla quale si innalzano ville romane. Di ciò non testimoniano soltanto le rivenute testimonianze scritte come i mosaici o il denaro, ma anche i luoghi come Fineda, Salteria e Vetta Romana.
![]() Grb Grožnjana kroz povijest na dnu:Službena, suvremena heraldička oznaka Grožnjana |
La colonizzazione romana del II secolo a.C. era preceduta dall’occupazione da parte di vari popoli celtici e illirici, di cui i più famosi erano i Iapodi, i Liburni e gli Istri. La penisola prese il nome proprio da questi ultimi. L’ultimo re degli Istri, Epulone, passò sicuramente con il proprio esercito attraverso questi luoghi, siccome vicino a Basovizza vinse la battaglia contro i Romani nella cosiddetta II guerra istriana del 178 a.C.
Con i rinforzi ricevuti nel 177 a.C., i Romani cacciarono gli Istri fino a Nesazio. Dopo l’assedio di Nesazio, che vide la sconfitta degli Istri, Epulone si tolse la vita. Era questa la fine della millenne amministrazione degli Istri sull’Istria, poiché è da allora che inizia il periodo della dominazione straniera sulla penisola istriana.
L’Impero romano d’Occidente crollò nel 476 e la lunga colonizzazione romana fu portata avanti dal
Regno ostrogoto con sede a Ravenna. Gli Ostrogoti sono stati respinti dall’Impero bizantino che in questa regione governò fino al 788, cioè fino all’arrivo dei Franchi con a capo Carlo Magno. Il governo dei franchi nell’Istria rafforzò i rapporti feudali basati sul principio vassallo a cui era soggetta anche GRISIGNANA. Dopo la morte di Carlo Magno nel 814, approfitta dei conflitti interni legati all’eredità della corona l’imperatore tedesco Ottone I che vinse l’Impero italico. Siccome l’Impero comprendeva anche l’Istria, gli imperatori tedeschi vi governarono fino al XIII secolo.
Nel periodo del feudalesimo GRISIGNANA appare per la prima volta nei documenti scritti in un atto di donazione del 1102 del marchese Ulrich II e sua moglie Adelaide, con il quale il “castrum Grisiniana” viene concesso ai patriarchi di Aquileia. Dal 1102 al 1358, quando cade sotto l’autorità di Venezia, Grisignana vive turbolenti avvenimenti, poiché i rapporti vassalli permettevano al tempo la sua frequente transizione da una mano feudale all’altra.
Vicardo I di Pietrapelosa governò su GRISIGNANA nel 1238. Nel 1286 suo figlio Vicardo II restituisce la cittadella di GRISIGNANA come compenso di guerra al patriarca Raimondo in cambio di Salise. Anche se nella guerra contro Venezia era schierato al lato del patriarca, nel 1287 Vicardo II passa improvvisamente al lato dei veneziani e dona loro la cittadella di GRISIGNANA, restituita dopo la guerra ai legittimi proprietari di Pietrapelosa.
Dopo la morte di Vicardo II, suo figlio Pietro eredita GRISIGNANA nel 1329, e dal 1352 è in possesso del figlio di Pietro - Nicola. Nel frattempo, dopo la morte di Pietro di Pietrapelosa nel 1339, GRISIGNANA viene restituita al Patriarcato di Aquileia che la consegna ai nobili Friulani di Castello. Ulrich di Raifenberg entrò in possesso di Grisignana nel 1354, e nel 1358, a causa dei debiti che doveva saldare, la vende a Venezia per 4000 ducati. Venezia ha governato su Grisignana dal 1358 fino alla caduta nel 1797. L’arrivo di Venezia è anche la fine del feudalesimo per la cittadella di Grisignana. Essa diventa così comune amministrato dal sindaco della città (podestà), eletto dapprima tra i nobili veneziani, e dal XVI secolo tra quelli di Capodistria. Il sindaco veniva rieletto ogni 16 mesi, poiché questa era la regola per i comuni marittimi. Egli era anche il Capitano del Pasenatico fino all’abolizione della figura del Capitano nel 1394. Dopo San Lorenzo in cui nel 1304 era fondato il primo Capitanato del Pasenatico, GRISNIGNANA era il secondo Capitanato del Pasenatico.
Dal 1356 la sede temporanea del secondo Capitanato del Pasenatico si trova a Umago, ma nel 1359 quando Pietro Dolfin fu trasferito da Umago e diventa sindacodi Grisignana, viene trasferita anche la sede del Capitanato del Pasenatico. Dopo il trasferimento della sede del capitanato a Raspo nel 1394, furono aboliti quelli di San Lorenzo e di Grisignana.
Fin dall’inizio dell’amministrazione veneziana, Grisignana fu gestita in base allo Statuto, ma l’antico Statuto del 1358 non è
stato conservato. Tuttavia, quello del 1558 è completamente conservato e ci porta preziose informazioni sul sistema giuridico e
sulla storia di Grisignana durante l’amministrazione veneziana. Lo statuto è suddiviso in quattro libri. Il primo libro comprende 14
sezioni ed elabora i tribunali (Delli Giudicii). Il secondo libro affronta in 88 sezioni i trattati ed altri atti extragiudiziali (De Contratti ed altri atti extraiudiciali). Il terzo libro esamina i testamenti in 16 sezioni (De Testamenti et ultime Volonta). Il quarto libro, diviso in 41 sezioni, tratta i delitti e le pene (De delitti et pene).

Il vecchio Statuto di Grisignana cessa di essere valido al momento dell’entrata in vigore del Codice Napoleonico, che abolisce la suddivisione feudale territoriale in città, feudi e baronie, nonché tutti i privilegi feudali, tra cui anche quindici confraternite ecclesiastiche, quante esistevano nell’area di Grisignana. Con la caduta di Venezia nel 1797 segue per GRISIGNANA la prima occupazione austriaca fino al 1805, con la successiva occupazione francese che durò fino alla caduta definitiva di Napoleone nel 1815. Nell’ambito dell’impero austriaco, dal 1815 al 1918, GRISIGNANA vede passare diversi status amministrativo-territoriali.
Nel 1832 GRISIGNANA era un comune costituito da quattro comuni più piccoli: GRISIGNANA, Berdo, Castagna e Villanova, e nel 1853 ottiene lo status di comune locale con cinque comuni fiscali: GRISIGNANA, Crassizza, Cuberton, Villanova e Sterna. Il comune locale contava 2825 abitanti. Con la successiva riforma, il comune locale di GRISIGNANA comprende i seguenti comuni fiscali - Castagna, Cuberton, GRISIGNANA, Piemonte d’Istria e Sterna, e nel 1886 contava in tutto 3603 abitanti.
Il comune di Grisignana entra nel nuovo secolo con 1589 abitanti situatisi all’interno delle mura di Grisignana, vale a dire un totale di 3800 abitanti sul territorio dell’intero comune. Nel 1910 GRISIGNANA contava 1658 abitanti, ovvero 4028 sul territorio dell’intero comune. Questi dati restano perlopiù invariati fino alla seconda guerra mondiale. Nella seconda metà del XIX secolo GRISIGNANA diventa un centro intensamente concentrato sulla cultura.
In essa si trovano la sede del sindaco (il podestà), l’ufficio postale, la Società di mutuo soccorso degli operai, la banda di ottoni, la scuola popolare maschile e femminile, la casa di assistenza per ragazze povere e un ramo della società Pro patria che promuoveva la lingua italiana come prevalente nella città.
In base alle disposizioni segrete del Patto di Londra tra l’Italia e la Triplice intesa nel 1915, dopo la prima guerra mondiale l’Istria cade sotto l’amministrazione Italiana. Nel 1922 in Italia viene formato il governo fascista guidato da Mussolini che nell’elezione del 1924 vince la maggioranza dei voti, e nel 1926 viene introdotta la dittatura aperta e abolite tutte le istituzioni del governo democratico.
Questo segna l’arrivo di tempi difficili per GRISIGNANA, particolarmente per i piccoli contadini le cui proprietà venivano sottratte a frequenti aste. Queste proprietà venivano poi date a latifondisti italiani o ad appena costituite associazioni che attuavano la politica del governo fascista, come lo era l’Ente per la ricostruzione agricola delle tre Venezie, fondato nel 1931. Durante l’Italia, GRISIGNANA mantiene lo status di comune comprendente Castagna, Piemonte d’Istria, Sterna, Cuberton e Vergnacco. Il Comitato di Liberazione Nazionale locale opera a Grisignana dal 1945 al 1947. Nel 1947 i Comitati di Liberazione Nazionale furono convertiti in Comitati Nazionali. Il Comitato popolare distrettuale dell’Istria adotta nel 1952 la decisione sulla riorganizzazione dei comitati nazionali e GRISIGNANA diventa così uno dei sei comitati nazionali comunali nella regione di Buie. Nel 1955 viene introdotto un nuovo sistema comunale. GRISIGNANA diventa nuovamente Comitato Nazionale locale nell’ambito del comune di Buie. Mediante le modifiche costituzionali del 1963, GRISIGNANA diventa Comunità locale, dapprima nell’ambito del comune di Buie, escluse Cittanova e Umago che nel 1975 si unirono in un unico comune. GRISIGNANA resta Comunità locale fino al 1993, ovvero fino al ripristino del comune.


Grisignana deve probabilmente il suo nome al posizionamento su una collina rocciosa, in latino chiamata Grisium, da cui proviene l’antico nome Graeciniana, cioè Grisignana. Si trova a 289 metri sopra il livello del mare e offre una splendida vista sulla valle del fiume Quieto a sud, mentre a est la vista si estende su Montona e sul Monte Maggiore. A ovest la vista sorge fino al mare. Da nord e nordest GRISIGNANA è circondata da colline più alte che ospitano i villaggi di Vetta Romana e Peroi, cioè Pértici e Calcini
Fin dall’inizio dell’amministrazione veneziana, GRISIGNANA possedeva un proprio fondaco, ovvero un magazzino per i cereali e la farina che per l’area di Grisignana era di grande importanza nei tempi di scarsità (kareštija in dialetto istriano). Fino ad allora i contadini della zona circostante macinavano il proprio grano in due mulini gestiti dallo stato e in una serie di minori mulini privati situati sugli affluenti del Quieto
Indipendentemente dalle proprie origini indubbiamente romane, nella storia scritta Grisignana viene ricordata come castello,la cui sagoma resta ancora riconoscibile.
La città aveva due porte: la porta Maggiore e quella Minore. La Porta Maggiore esiste tutt’oggi e nel passato era fornita da un ponte levatoio, parte delle mura di difesa che proteggevano il castello dai nemici esterni. La porta Piccola situata sul lato occidentale non è stata mantenuta, ma rimane qui il pilastro veneto su cui oggi sventola la bandiera del comune.
La distribuzione delle case è tipicamente medievale, e gli stili dominanti nella costruzione che si possono ammirare su alcuni edifici rappresentativi sono il rinascimentale (la loggia cittadina) e il barocco (il Duomo dei ss. Vito, Modesto e Crescenzia). Fin dalla sua fondazione nell’età feudale, la cittadella di Grisignana e il suo territorio erano principalmente focalizzate sulla produzione agricola e sull’allevamento del bestiame, e dopo l’arrivo di Venezia al commercio del legno e alla pesca. Grisignana era considerata un luogo costiero fino al XIX secolo. Vi riuscivano meglio le colture di cereali, le viti e gli olivi.
L’area di Grisignana abbondava di pascoli su cui venivano allevate mandrie di bestiame, e numerosi prati da pascolo venivano dati in affitto ad allevatori stranieri. Venivano allevati anche animali piccoli come pecore, capre, maiali e pollame. Il porto di Bastia era per Grisignana di grande importanza. Esso serviva per il trasporto dei propri prodotti agricoli e del legname all’Arsenale di Venezia, e per l’importo di una varietà di prodotti commerciali portati dai mercanti da varie parti del mondo.
Tra gli artigiani grisignanesi spiccavano mugnai, panettieri e venditori di pane, macellai. I fabbri lavoravano quando era necessario. La prima locanda pubblica aprì nel 1358. Dopo l’ultima epidemia di peste nel 1630, l’area di Grisignana fu abitata da artigiani provenienti dalla Carnia - muratori, scalpellini, sarti, calzolai, birocci ed altri.
Il XVIII secolo fu molto importante per l’agricoltura grisignanese poiché le autorità veneziane incoraggiavano lo sviluppo della viticoltura e olivicoltura, come dimostrato dai dati che testimoniano l’ottima qualità del vino, specie quello rosso destinato al mercato, e dai dati sul numero dei frantoi nell’area grisignanese che, secondo la necessità, variava da 5 (nel 1781) a 8 (nel 1796).
L’agricoltura, l’allevamento e l’artigianato, collegati al commercio tramite il porto di Bastia, erano le attività economiche dominanti nella zona di Grisignana fino all’irruzione delle relazioni capitaliste nella produzione, e perfino durante la loro esistenza.

Il capitalismo ha causato la completa pauperizzazione della popolazione contadina e la creazione di un sottile strato di ricchi proprietari terrieri rurali, causando così un ingente indebitamento dei contadini. Con lo sviluppo della produzione di merci, la modernizzazione dei trasporti e della connessione e con l’incremento degli scambi, si sviluppano anche la borghesia media e quella urbana, e bisogna quindi menzionare la costruzione della ferrovia istriana che collegava Divaccia a Pola.
La ferrovia è stata messa in servizio nel 1876. La costruzione della Parenzana era significativa a livello locale. La ferrovia a scartamento ridotto, messa in traffico nel 1902, collegava Trieste e Parenzo, e nella zona di Grisignana attraversava Grisignana, Castagna e Piemonte d’Istria. La Parenzana ha contribuito all’aumento dello scambio delle merci migliorando così le prospettive dei produttori agricoli, dei commercianti locali e degli artigiani. Molti hanno trovato così il loro primo lavoro.
Soprattutto se comparassimo questo periodo a quello prima della guerra, la Prima guerra mondiale e l’inizio del governo fascist in Italia influenzarono negativamente lo sviluppo di Grisignana e dei dintorni, nel senso politico (l’abolizione delle istituzioni del processo decisionale democratico e la permanentemente perdita dell’identità nazionale della popolazione slava), ma anche in termini economici (togliendo il suolo ai piccoli proprietari e contadini ad aste pubbliche, il grande indebitamento dell’agricoltura e l’introduzione di privilegi economici su base politica).

La caduta del fascismo in Italia l’8 settembre 1943 significava per l’Istria l’inizio della rivolta armata contro il nazismo che sul suolo istriano ha resistito fino al definitivo crollo nel maggio 1945. La popolazione della zona di Grisignana si è impegnata direttamente nella lotta contro il nuovo occupatore istituendo il 9 settembre 1943 il battaglione partigiano grisignanese. Dopo la liberazione nel 1945, nascono per i territori di Grisignana nuovi problemi. Le circostanze internazionali e nazionali, sostenute dalla creazione di un nuovo stato jugoslavo dopo la II. Guerra mondiale, causano nell’area di Grisignana un esodo della popolazione mai visto prima, paragonabile alle numerose epidemie di peste che, a partire dal XIV secolo in poi, travolsero più volte GRISIGNANA e i suoi dintorni.
Grisignana è oggi Città degli artisti, fondata nel 1965. Dal 1969 in essa opera il Centro culturale della Federazione internazionale della gioventù musicale, cioè l’odierno Centro culturale internazionale della gioventù musicale croata. La loro attività cambiò notevolmente l’importanza di Grisignana e ne fece una destinazione artistica e culturale riconosciuta su scala mondiale. GRISIGNANA e suoi insediamenti maggiori (Castagna, Piemonte d’Istria, Antonzi, Macovazzi, Sterna, Cuberton, Vergnacco e parte delle Terre Bianche) formano oggi il Comune che nel 1993 fu fondato nuovamente.